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Nel 2026 mi sono trovato a scorrere notizie di guerra cercando di capirne qualcosa, e a un certo punto mi sono chiesto: se Omero fosse vissuto oggi, avrebbe potuto leggere l'Iliade da un feed? Troia è la risposta a quella domanda.

Non è un'opera politica e non parla di nessun conflitto in particolare. È una rilettura del mito attraverso la grammatica che usiamo, oggi, per raccontare qualunque cosa: testate, dirette, push notification, voci anonime, comunicati ufficiali, foto trapelate, post che vengono cancellati. Quello che cambia, da Omero a oggi, non è quello che succede, ma in che forma ci arriva.

L'idea è venuta di getto, in poche settimane. Ma è da anni che sognavo di scrivere una reinterpretazione dell'Iliade, che resta uno dei libri che mi ha formato. Quando l'idea è arrivata, era già pronta — aveva solo aspettato il momento giusto, e probabilmente il medium giusto.

L'opera si può leggere come si vuole. Dall'inizio alla fine, dalla fine all'inizio, a salti, a frammenti, in più sessioni, una sola volta, dieci volte. La struttura è disponibile per qualunque percorso. Lo scroll naturale va dalla caduta della città alla sera in cui tutto è cominciato — ma il lettore che vuole partire dal fondo, o entrare da una sezione, fa una lettura altrettanto legittima.

Troia è gratuita e libera. Si può leggere, condividere, citare, archiviare, criticare, parodiare.


Dedicata ai caduti nell'interpretazione dell'Iliade.